venerdì, 16 giugno 2006 @ 21:29
sabato, 20 maggio 2006 @ 16:21
E ti sto un pò trascurando, blog, a quasi un anno dalla tua apertura, e scusa sai, ma ho la mente chissà dove, blog.
Ho la mente proiettata in avanti, proiettata a quest'estate, alla Spagna e alla ricerca della casa, a Bologna e agli esami di semiotica e linguaggi musicali giovanili -o com'è che si chiamava quell'esame- ho la mente proiettata alla festa post diploma e all'urlo che getterò fuori da scuola subito dopo l'orale.
Ho la mente sopita da tutto questo caldo, da tutte queste lezioni che ora più che mai trovo vuote e false, e inutili, e noiose, e spiegate da professorini mediocri in preda a nevrosi di cui riderò fra due mesetti, eccome se riderò.
Il clima è quindi questo, stringi denti e vai avanti, vai avanti che manca poco, come quando l'allenatore continua a farmi giocare col ginocchio che va per i fatti suoi, corri e salta che ci servi.
Corri senza fermarti e magari accellera un pò, solo che la strada è ora più che mai in salita, ora che sta finendo tutto sembra difficilissimo e la voglia sarebbe quella di lasciare tutto al caso.
Ma c'è una nuova città che mi aspetta e una nuova vita, e chissà chissà se veramente l'ho idealizzata troppo o se veramente sarà così, ma io vivo nel futuro, un pò come i pre-cog di Minority Report, solo che le mie non sono previsioni ma solo speranze, e il presente è in funzione di esso, e se non fosse così sarei già sprofondata da tanto, perchè questo presente ha la possibilità di farlo. Ma c'è il futuro, c'è il futuro, e questo futuro verrà a settembre, o forse prima, e l'attesa è pochissima.
E c'è anche la soddisfazione di aver finalmente deciso, e di non avere esitazioni, dopo tanto tempo e dopo tante incertezze e crisi e dopo il non voler crescere, dopo la convinzione assurda che la mia vita sarebbe stata sempre la stessa, che la scossa non sarei mai riuscita a darla e che non avrei mai avuto il coraggio di lasciare tutto e riniziare da capo.
E invece, io parto, io parto, io vado via, scappo da questo mondo ovattato e ottuso, vado via e questo non faccio altro che ripetermelo perchè la prima a non avere fiducia in me sono sempre stata io, perchè pensavo veramente di non essere in grado. E invece, guarda qui cara Laura di cinque mesi fa, ce l'ho fatta.
lunedì, 08 maggio 2006 @ 19:24
I piedi nudi toccavano il pavimento ghiacciato, ed era una prima grande forma di sollievo al caldo afoso di quelle notti estive.
Sgattaiolavo giù per le scale attenta a non fare troppo rumore, e il vestitino o la magliettona che indossavo per dormire erano rigorosamente chiari, o forse risultavano chiari dal contrasto con le mie gambe abbronzate.
Percorrevo al buio l’andito lunghissimo, toccavo il muro per orientarmi, e arrivavo a destinazione.
Questo lo capivo dall’odore.
Forte, acre, vecchio: si insinuava nelle narici fino ad arrivare al cervello, impresso nell’aria, nei mobili, in quel momento anche sulla mia pelle.
Cercavo tra gli scaffali la torcia di mio padre, quella che usava durante i black out e quella con cui giocava a fare le ombre cinesi per farmi ridere.
Bastava premere quel piccolo bottoncino e di fronte a me prendeva forma un mondo nuovo che cercavo di capire attraverso quei primi approcci notturni.
Avveniva sempre tra l’una e le due.
In estate non riuscivo mai a dormire come gli altri bambini.
”Mamma e papà si arrabbieranno” pensavo. In realtà sarebbero stati ben fieri di vedermi così curiosa, nonostante l’orario.
Non so con che criterio scegliessi: forse il colore, il titolo più o meno lungo, forse iniziavo a leggere qualcosa del riassunto e aspettavo che mi colpisse.
Ne prendevo due o tre da portare in camera.
Ripercorrevo l’andito al contrario, soddisfatta della “missione riuscita”, appesantita da quei mattoncini rettangolari che tenevo in mano.
In cameretta, avevo una lampada di topolino.
La forma della testa e delle orecchie era proiettata sulle pagine che sfogliavo piano, forse senza neanche capire cosa stessi leggendo.
Mi affascinavano particolarmente quelle ruvide, grosse, ingiallite, quelle con odore di vecchio.
Immaginavo mia madre, giovane, universitaria, che leggeva.
Immaginavo mio padre, giovane, sul ponte di una nave, dopo quattro mesi di navigazione, che leggeva quello stesso libro.
I libri che non avevano odore non mi piacevano: non avevano personalità.
Una notte ho iniziato a leggere di corride, toreri, una strana donna un po’ troppo audace, Pamplona – e oddio sapevo cos’era! Sapevo dov’era! – e uomini sempre attaccati ai sigari.
Fu così che a 9 anni conobbi Hemingway, e senza capire profondamente Fiesta, iniziai però a capire perché certi nomi erano così famosi.
E perché sentivo quella botta di adrenalina quando premevo il bottoncino della torcia che illuminava l’immensa libreria dello studio di mia madre.
lunedì, 01 maggio 2006 @ 21:37
mercoledì, 26 aprile 2006 @ 21:20
On Air: The Pixies - Hey
Sono giorni strani, questi.
Giorni di occhi socchiusi e gonfi per la sonnolenza primaverile, giorni di cielo chiuso e grigio e aria calda e afosa, giorni di attese vane, di scarsi stimoli, di oppressione all'interno di un edificio che tra due mesi o poco più abbandonerò, per sempre.
Mi ha fatto tanta paura pensare a questo momento.
Però, sarà che l'aria pura che avevo a disposizione l'ho respirata tutta e ora si va avanti annaspando, sarà che ho tanta voglia di novità e di scoprire un mondo un pò diverso, sarà che rivedo il recinto attorno a me, ho voglia che finisca tutto.
Ho voglia di andare via, di avventurarmi in nuovi ambienti con nuove facce e riniziare tutto da capo. Anche da sola, pazienza.
Sto decidendo di partire.
Sono giorni strani, e io mi sento esterna a tutto, sto viveno al di fuori, non so neanche dove, non so che mondo parallelo mi sono costruita.
Sono giorni strani, non lo so.
martedì, 18 aprile 2006 @ 13:03
martedì, 04 aprile 2006 @ 17:46
lunedì, 27 marzo 2006 @ 19:21
Domani a quest'ora starò vagando per qualche vicolo della città d'oro, domani a quest'ora avrò il naso per aria ad ammirare il quartiere piccolo, domani a quest'ora starò cercando di decifrare qualche cartello scritto in ceco, e cercherò di pronunciare la Z come J e la C come Z...domani a quest'ora e per tutti i giorni seguenti avrò un sorriso stampato in faccia che niente potrà rovinare, domani fino a sabato sarò in quella dimensione sospesa tipica dei viaggi, quando tutto è nuovo, tutto è stupendo e anche un brodino rifilato a pranzo ti fa sorridere. Domani, con iPod nelle orecchie, guarderò si dal finestrino di un pullman, ma vedrò scenari mai visti prima e che resteranno dentro di me per sempre. E so già che al ritorno avrò il magone, so già che balbetterò nostalgica quanto è stato bello questo viaggio. Perchè è la gita di quinta, perchè è l'ultima che faremo tutti insieme, perchè è l'ultimo viaggio da adolescente, perchè ho sempre adorato i paesi dell'Est e perchè solo preparare la valigia mi da felicità.
A presto, parto a Praga.
lunedì, 20 marzo 2006 @ 20:18
On air: The Smiths - This Charming Man
è matematico. Quando Laura riesce a fare un template favoloso (a suo parere) e ci spende un intero pomeriggio di mal di testa e codice fitto fitto, quando Laura scatta una bella foto e poi la modifica con Photoshop ed esce proprio una bella composizione, e quando ci appiccica il testo di una canzone che adora (vedi Shine on you crazy diamond - Pink floyd), splinder manda a puttane tutto. -________- è un teorema, è inversamente proporzionale: più il template è bello, meno saranno le possibilità che splinder lo metta on line. (che brutta espressione mettere on line, però al momento non me ne viene un'altra, il cervello è spento) E vabbè. Ma splinder in fondo in fondo mi ama, io lo so.
Intanto, cerco preventivi per Barcellona o Parigi, mi drogo di musica anni 80, mi faccio abbracciare da lui (di nuovooo? oddiooo allora sei proprio stupida u_u si si, però è così, si fa pace ogni tanto) conto meno sette giorni a Praga, mi addormento alle due e poi non riesco ad alzarmi facendo saltare nervi vene e corde vocali a mia madre che urla tutta la mattina, studio un'ora prima dell'interrogazione (e vado pure volontaria) e prendo sette (queste si che sono soddisfazioni), smetto il mio colmar perchè si suda. Si, si suda.
I sintomi ci sono tutti: cielo azzurro azzurro, sole alto e caldo, pochissimo vento, la ricreazione in cortile solo col felpotto, e le passeggiate in spiaggia. Primavera, benvenuta!
Dunque dicevo, le passeggiate in spiaggia. Io, lei, un gelato che fa molto "stavamo aspettando giornate così da mesi", la mia macchina, un certo senso di colpa per non aver neanche toccato i cinque capitoli di geografia astronomica per domani, che svanisce non appena mi sporco le all star di sabbia e tocco l'acqua. Le nostre rocce, le gambe a penzoloni, il tramonto da paura (sembiamo due piccioncine), e le millanta (come dice il buon Guccini) foto che lo scenario si merita. Qualche schizzo ed è già buio, andare via un pò più complete e consapevoli che l'inverno forse è davvero finito. Non disperate: uno dei miei classici e noiosissimi resoconti delle cose appena finite (vacanze, stagioni, settimane, anni...ecc ecc) arriverà a breve perchè beh, un inverno così mica posso trascurarlo. Ora però il cervello è spento come ho detto prima, il senso di colpa è tornato a farsi sentire quindi mi avventuro a consumare evidenziatori su sismi e vulcani, però prima c'è la pizza fumante che mi chiama.
mercoledì, 15 marzo 2006 @ 14:06
blog
Voglio cercare la mia alternativa e la mia alternativa è la scossa più forte che ho. *loading*thoxic
The Venus In Furs
Credo di essere impossibile da inquadrare. Vivo nel disordine, dentro e fuori. Non mi basto mai, e spesso non mi bastano le persone che ho attorno. Desidero le cose più difficili da ottenere: per ambizione forse, ma forse anche perchè inconsciamente amo quello stato d'animo di tensione e attesa, amo il futuro ed amo idealizzarlo, amo fare progetti a lunga scadenza e sognare una svolta che mi apra mille porte. Sono nemica della realtà e dei realisti, mi fanno stare male. Per questo, la mia testa è così tra le nuvole. Per questo, dimentico sempre tutto, per questo sono un pò inaffidabile. Sono di quelle iper sensibili, hai presente? Di quelle un pò noiosette, che tendono a costruire grandi discorsi su tutto, che dietro ogni gesto vedono storie e cause su cui discutere per ora. Cerebrale, si dice così no? Esaspero ogni sentimento, soffro fino a consumarmi e gioisco fino ad esplodere di felicità. Non conosco vie di mezzo. Mi lascio trasportare dall'arte. Se un film mi colpisce ci vivo dentro per un pò di giorni, se una canzone mi segna vedo tutta la mia vita scritta tra i suoi versi, se un libro mi rapisce vivo con continui riferimenti ai personaggi e alle loro vicende. E i quadri e le foto, beh, raffigurano sempre qualcosa della mia vita. Però, sono presente. Sono presente per gli amici che cercano uno sfogo, un conforto. Sono presente e lusingata quando si rivolgono a me. Idealizzo sempre tutto. Idealizzo i miei punti di riferimento, persone per lo più. Sono pigra, tremendamente. E ritardataria, di quelle che irritano. Ho un'empatia fortissima, sento sulla pelle la sofferenza degli altri. Sono tremendamente nostalgica, amo viaggiare ma ogni viaggio si trasforma in sofferenza al ritorno. Amo ridere, ridere fino alle lacrime. Saltello in continuazione, non m'importa di apparire ridicola, sono un simil-cartone animato, sono una ragazza bassottina con la frangetta sugli occhi e la camera assurdamente pop art. Sogno una vita immersa nell'arte, sogno di analizzarla e supervisionarla un pò da fuori si, ma non troppo. Sono troppo illusa e stupida per le persone pragmatiche, noiosa per quelle superficiali. Ma non m'importa. Continuerò coi miei discorsi astratti e con un sottofondo d'eccezione, finchè non troverò quello che voglio. E logicamente, non sarò contenta neanche allora.
Lo sai che l'amore è una patologia?: Amo la Musica, quella con la M maiuscola...amo il caffè, e ne sono dipendente, amo disegnare anche se non sono così brava. i colori, i maglioni morbidi e la letteratura, che se mi pagassero per studiarla sarei ricchissima. adoro i lunghi giri in macchina, sola o con la giusta compagnia. viaggiare, visceralmente. il francese che mi sono proposta di ristudiare. amo fare pasticci col cibo mischiando di tutto e poi scoprire che è buono. amo quando mi toccano i capelli, amo gli abbracci, quelli forti forti che lasciano senza fiato. amo nuotare, nell'acqua alta e stare sola a galleggiare. amo i sogni, da quelli allucinati e visionari che faccio ogni notte a quelli che sono nella mia testa da tanto tanto tempo. i silenzi privi di imbarazzo. amo la notte, non per decantare un'anima dark, ma perchè sono molto più attiva di notte che di giorno.i film, logicamente. amo dimenarmi ascoltando la mia musica e poi crollare esausta col fiatone. le improvvisate. amp la spiaggia d'inverno e le lunghe passeggiate in riva con Cla. Amo Londra, la MIA Londra. amo la pizza, religiosa almeno tre volte a settimana.i pois, dato che sono un cartone animato. amo la filosofia, e se non la insegnasse quell'essere indegno la amerei anche di più. amo (Ahimè) ingozzarmi di cibi ipercalorici. insieme ai pois, amo le righe. dall'alto della mia golosia, gli spuntini delle tre del mattino. adoro il mio cuscino-margherita grande grande.amo Parigi, ricordo di infanzia e spero prossima vacanza. le sciarpe, caldo abbraccio nel freddo dell'inverno.amo le fotografie: quelle uscite male, quelle fatte di nascosto, quelle studiate, quelle artistiche, quelle fatte in giorni qualunque o quelle scattate per ricordo.amo il viola, io sono viola del resto. il cioccolato, medicina del cuore.amo ballare e crollare distrutta.amo scrivere, e rileggermi, anche se non mi piace quello che scrivo per la maggior parte delle volte. ridere senza motivo, e ridere nei momenti inopportuni.amo i ricordi, soprattutto quelli che fanno venire la lacrimuccia.amo i concerti, e come non potrei? la mia immaginazione, perchè senza sarei già soffocata da tanto. amo il mio iPod, perchè mi permette di trasportare la mia linfa vitale ovunque.
Laura.
Prega, Laura, l'amore L'aurora non è ancora timida beltà e circa da tre ore un pianto secco fa rumore - tic tic tac - fra gola e anima. Prega, Laura, l'amore sapendo che l'aurora non lo porterà, con tutte le sue prove, come ebbrezze nuove (tic tic tac dal cuore all'anima) Sogna di ricordi che per lei sono impossibili dando loro vita con soffi di pietosa carità. Nutre il suo languore con confetti di miracoli e angustia il suo silenzio quando pensa "sono la mia specialità". E scrive, scrive, scrive tutto quanto e non si sbaglia mai, con la precisione del poeta che non sbaglia mai. E chi la leggerà e si innamorerà sicuro troverà da qualche parte scritto "E' troppo tardi...Laura" Prega, Laura, l'amore che vanga come il sole incontro al buio va e che giri come il globo della terra il quale, poi, verso il buio la riporterà. Prega, Laura, l'amore perchè si prega ciò che forse mai si avrà: e quando crede vera questa cosa, si dispera in un sorriso che sa d'infelicità. Sogna che l'amore sia il ripudio della realtà come una follia tanto bella quanto ineffabile. E sente con la sua miserabile lucidità che quella condizione non le sarà accessibile. E scrive, scrive, scrive...links
Friends:thanks
_ShittyValentine